8 Marzo Festa della Donna

Che questo 8 marzo possa rappresentare un’occasione per riflettere sulle battaglie già combattute e su quelle ancora da combattere per ottenere un reale riconoscimento del valore e dell’importanza della DONNA all’interno della società.

Rametti di mimosa, frasi di auguri, una giornata diversa, magari tutta al femminile, in cui ritagliarsi uno spazio maggiore per se stesse e cogliere l’occasione per rivedere vecchie amiche. Alcune, forse, parteciperanno a qualche incontro a tema, a qualche iniziativa culturale, ma la maggior parte di noi, donne e uomini, è a conoscenza dell’origine e del significato di questa festa?


Le righe che seguono intendono far luce sugli avvenimenti più significativi che hanno segnato la nascita e il consolidamento di questa giornata celebrativa della figura della donna. È un piccolo modo per restituire a tale festa il suo significato più autentico.


Forse non tutti sanno che la denominazione ufficiale è

Giornata Internazionale della Donna.

Venne festeggiata la prima volta negli Stati Uniti il 23 febbraio 1909 su iniziativa del Partito Socialista Americano, al fine di sostenere le rivendicazioni femminili contro lo sfruttamento lavorativo, i bassi salari, le discriminazioni sessuali, e a favore del diritto di voto.

L’anno successivo, nell’ambito della Conferenza Internazionale delle donne socialiste (il Congresso di Copenhagen), l’Internazionale Socialista, su proposta della leader socialdemocratica nonché direttrice del giornale ‘Gleichheit’ (che non a caso signica Uguaglianza), Clara Essner Zetkin, istituì la Giornata Internazionale della Donna. Tale decisione venne presa con lo scopo di promuovere i diritti delle donne e di contribuire alla lotta per il riconoscimento del suffragio universale e del diritto di indennità di gestazione anche per le donne non coniugate. Non venne fissata una data simbolo per la celebrazione di tale giornata, ma si continuò invece a seguire il modello americano dell’ultima domenica di febbraio.


Tra storia e leggenda… facciamo un po’ di chiarezza


Diverse, e spesso leggendarie, le ipotesi sulla nascita di tale festa.

Celebre è il racconto, che in realtà rappresenta un falso storico, relativo ad un incendio che sarebbe avvenuto nella fabbrica tessile newyorkese ‘Cotton’: si narra che il proprietario avrebbe rinchiuso tutte le operaie per impedir loro di uscire per scioperare, e che esse sarebbero morte a causa di un incendio forse appiccato proprio dal proprietario stesso. La ‘Cotton’ non è però mai esistita, e le immagini di tale incendio si riferiscono invece ad un fatto accaduto tre anni dopo, nel 1911, in una delle più importanti fabbriche di capi di abbigliamento di Manhattan, la ‘Triangle Shirtwaist Company’. Qui, a causa di un incendio, persero la vita 146 operai, per la maggior parte giovani donne immigrate provenienti dall’Italia e dall’Europa dell’Est.

Tale evento ebbe una forte eco sociale e politica e in seguito a ciò vennero promulgate nuove leggi in merito alla sicurezza sui luoghi di lavoro, ma non fu all’origine della festività.

Certo è che la nascita di tale Giornata si inserisce nel più ampio contesto della storia del movimento per il riconoscimento di eguali diritti per le donne, sia in campo civile e politico sia in campo lavorativo.


La data dell’8 marzo…


In occasione della Seconda Conferenza Internazionale delle donne comuniste svoltasi a Mosca nel 1921, per celebrare tale giornata venne scelta la data dell’8 marzo, con esplicito riferimento ad una manifestazione avvenuta proprio quel giorno dell’anno 1917 ad opera di donne operaie di San Pietroburgo. In seguito a tale manifestazione, cui si aggiunsero migliaia di persone, donne e uomini, e nella quale le donne rivendicavano ‘il pane e la pace’, lo zar Nicola II abdicò, ed ebbe così inizio la Rivoluzione russa di febbraio.


… e la celebrazione in Italia


In Italia si cominciò a celebrare la Festa della donna nel 1922, grazie all’iniziativa del Partito comunista il quale la celebrò il 12 marzo, ovvero la prima domenica successiva all’8. Vi fu un’interruzione durante gli anni del Fascismo, per poi vedere una ripresa delle celebrazioni durante la Seconda Guerra Mondiale.

Nel settembre del 1944, per iniziativa di donne appartenenti a PCI, PSI, Partito d’Azione, Sinistra Cristiana, Democrazia del Lavoro, nacque l’UDI, Unione Donne in Italia. Fu proprio l’UDI che l’8 marzo 1946 organizzò, nell’Italia ormai liberata, la prima Festa della donna, intesa come giornata per il riconoscimento dei diritti sociali, politici ed economici delle donne.


La mimosa: simbolo della Festa della donna


L’idea di utilizzare la mimosa quale simbolo di tale festa si deve a tre donne politiche appartenenti al’UDI, nonché ex partigiane: Teresa Noce, Rita Montagnana, Teresa Mattei.

In parlamento, tra i vari fiori proposti, la maggioranza scelse proprio la mimosa. E lo fece non solo perché è uno dei pochi fiori di stagione presente ai primi di marzo, di facile reperibilità e a basso costo, ma anche perché ricordava direttamente le lotte di tante donne combattenti, dato che – come disse la Maffei durante un’intervista – “era il fiore che i partigiani regalavano alle staffette”.

Nel 1977, in seguito alla risoluzione ONU che invitava gli Stati membri ad indire una Giornata delle Nazioni Unite per i Diritti delle Donne e per la Pace Internazionale, l’UNESCO proclamò l’8 marzo Giornata Internazionale della Donna.

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